IL TERRITORIO

 

ASPETTI GEOLOGICI 

            Il territorio di Altavilla Vicentina ha origine antica e varia dal punto di vista geologico. Esso si estende in un’area abbastanza vasta del corridoio alluvionale Berico-Lessineo e comprende una parte dei Monti Berici.

            A nord il territorio presenta alcune fratture di modesto rilievo appartenenti alla faglia tettonica Schio-Vicenza (limite tra pianura e dorsale montuosa, sede in passato di forti terremoti causati dalla diversità delle strutture dei due tipi di terreno).

            I terreni che si presentano sopra gli strati rocciosi profondi sono prevalentemente formati da rocce sedimentarie formatesi in ambienti marini. Sono presenti inoltre prodotti vulcanici effusivi: basalti e tufi originatisi nel territorio durante la formazione delle Alpi. Nei basalti di Altavilla si trovano con frequenza geodi e bei cristalli di Natrolite, minerale che ha reso famoso nel mondo, per motivi geologici, il nostro Comune. Le rocce più diffuse sono calcareniti di epoca oligocenica, dette “calcareniti di  Castelgomberto”.

            Le rocce più antiche, presenti al confine tra i territori di Altavilla e di Alte Ceccato, sono invece argille o marne, dette “marne di Brendola”, risalenti all’Eocene.

            Nel terreno sono stati trovati resti fossili: Molluschi bivalvi, Gasteropodi, Echinidi, Coralli, Crostacei, Foraminiferi e Briazoi. Tutti questi resti ci permettono di datare il territorio di Altavilla a partire da 45 milioni di anni fa.

            Nel lungo capitolo Oligocenico (da 34 a 23 milioni d’anni fa) della storia di Altavilla, caratterizzato da un ambiente di sedimentazione costante, ci sono stati anche episodi dovuti a manifestazioni vulcaniche. Ne sono una testimonianza i materiali eruttivi presenti sul colle di Altavilla che indicano l’esistenza di un condotto vulcanico sottomarino di forma subcircolare. I basalti sono quelli tipici dell’area Berico-Lessinea. In quelli di Altavilla, è frequente la presenza di “geodi”, cioè cavità chiuse tappezzate da cristalli, all’interno di rocce eruttive. Per quanto riguarda i materiali che si accompagnano al basalto, si ricorda una situata nella parte occidentale dell’escavazione, lungo Via Tovo.

            Agli inizi del Miocene (da 23 a 5 milioni di anni fa), una graduale emersione del fondo marino, fu accompagnata dalla ripresa locale dell’azione dei vulcani. Si chiudeva la fase di formazione delle rocce sedimentarie su buona parte dei Monti Berici; il mare ricopriva gli estremi lembi di nord-ovest depositando i materiali prevalentemente vulcano-arenacei di Valmarana e del colle di Altavilla. In queste zone non sono note rocce più recenti; evidentemente, sotto l’effetto di spinte locali connesse alla formazione della catena alpina, il fondo marino fu sollevato dalle acque, interrompendo così quella storia geologica non lunghissima ma certamente significativa.

            Profonde modificazioni dovevano comunque ancora interessare la fisionomia del territorio che è stato via via modellato im maniera selettiva dagli agenti esogeni (che agiscono dal di fuori: vento, sole, ecc.). Ciò è avvenuto soprattutto a causa dell’azione erosiva delle acque superficiali, per la dissoluzione chimica e per gli interventi operati dall’uomo, (nell’ambiente collinare, i segni più appariscenti  sono senza dubbio quelli legati all’attività estrattiva).

            Nella morfologia pedecollinare e di pianura è invece impresso il risultato di processi ben più complessi che, nell’arco di milioni di anni, hanno portato alla separazione della collina di Altavilla dal rilievo Berico-Lessineo e delle altre incisioni vallive, infatti, anche all’opera di detriti è dovuta l’attuale “forma” del nostro territorio. I detriti erano di natura varia, trasportati per lo più dai corsi d’acqua dei Lessini, che in tempi assai prossimi a noi dovevano spingersi fino alle porte di Vicenza.

            Il maggiore interesse naturalistico di Altavilla è senza dubbio dato dalla straordinaria bellezza dei minerali che si rinvengono nei pressi della ex cava prospiciente la ferrovia Vicenza-Verona.


 

ASPETTI GEOGRAFICI 

Il centro residenziale di Altavilla è tra i Colli Berici e la statale 11, E’ attraversato dall’autostrada A4, dall strada statale 11, dalla linea ferroviaria Milano-Venezia e dalla recente strada che collega Vicenza con Alte Ceccato. Queste strutture hanno cambiato lo sviluppo di Altavilla, Specie negli ultimi anni, in tal modo il paese è cresciuto in senso longitudinale, suddiviso da queste arterie.

 

IL PAESAGGIO 

            A causa della formazione geologica varia, il territorio di Altavilla può essere distinto in: pianeggiante, a sud della statale 11, costituito da sedimenti sabbiosi e ghiaiosi; collinare, sulla maggior parte del territorio, formato da calcari dolomitici e arenacei,  basalti e lipariti. Nel territorio pianeggiante si distinguono i terreni agricoli, prevalentemente argillosi. Nel centro della pianura si alza la Rocca dove si è svolta in gran parte la storia di Altavilla. La zona collinare si eleva a 307 metri s.m. e degrada fino a 38 metri s.m..Il clima è padano–veneto, con estati molto calde e afose ed inverni freddi. La collina è soleggiata anche in inverno. La vasta area boschiva della collina, unita in linea d’aria a quella dei Comuni limitrofi, crea un microclima con precipitazioni atmosferiche più consistenti rispetto al resto del territorio vicentino.

 

IDROGRAFIA 

            Altavilla è attraversata da scarsi corsi d’acqua; ricordiamo: ad est, al confine con Vicenza, il fiume Retrone che fiancheggia il territorio fino a Sant’Agostino, proveniente da Sovizzo; il torrente Riello che attraversa il paese da ovest, dove ha origine, dalla sorgente di Nibale (Annibale) ad est, alla confluenza col Rettone in località Sant’Agostino e il torrente Cordano che nasce in località La Scaletta e confluisce col Rettone.

            Molte sorgive si sono asciugate nel corso degli ultimo decenni, per cui sono rimaste poche fonti, tra queste: la fontana di Pilastro, la fonte del Bisso e la “Sengiara” tra i colli del Monte Guaino che offre una spettacolare cascata, visibile da Via Mazzini, quando si ingrossa con le piogge.

            Da non dimenticare la fontana dei Gasperi e le fontanelle della via omonima, ormai prosciugatesi negli anno ’70, come le altre fontane e i fossi in località Perara: solo i pochi anziani del luogo ne ricordano la buona acqua e i gamberetti d’acqua dolce che lì trovano.

            Appartiene al territorio di Altavilla anche la fonte della Scaletta, dove in passato, avendo scoperto la composizione dell’acqua minerale, “acidulo-marziale” era stato annessn uno stabilimento per la distribuzione di tale acqua, che secondo testimonianze dell’epoca possedeva proprietà terapeutiche e aveva procurato numerose guarigioni.

 

IL LAGHETTO 

            Ai piedi della Rocca a NE, vicino alla cava di basalto ormai dismessa, c’è un laghetto formatosi negli anni ’70 a causa delle continue estrazioni di basalto ed ora alimentato da una piccola sorgente.

            L’estrazione del basalto, un materiale inerte, utile per il sottofondo del rilevato ferroviario, avveniva manualmente nell’antichità, poi dagli anni ’50 si incominciò a farlo industrialmente.

            Il lago ha una profondità di 2 – 3 metri e il suo fondo, come quello della cava è argilloso; purtroppo, nei primi anni è stato utilizzato come deposito di rifiuti solidi urbani. Dopo vari richiami dei cittadini all’Amministrazione Comunale dell’epoca, questa discarica, illegale e inquinante, è stata bloccata, ma l’acqua del lago, pur essendo alimentata da una sorgente, non è ancora potabile anche se all’apparenza sembra pulita. Sul fondo del lago ci sono ciottoli e sabbia e lungo le sponde vivono piante acquatiche.

            L’ambiente umido consente la vita di molti esseri viventi tra i quali rane e rospi, lucertole, salamandre, oltre a numerose specie di insetti e di uccelli che trovano in questa zona naturale protezione e riparo.

            A questo proposito l’ex custode, il Signor Carretta, ha salvato un’oca bianca ferita che si è ormai accasata qui insieme ai germani.

            La vegetazione intorno è fitta di canne palustri lungo le sponde, ma altre piante nasceranno.

            Il signor Carretta aveva ripopolato il lago di pesci rossi, ma alcuni scriteriati hanno introdotto un pesce siluro compromettendo così la vita degli altri pesci.

            Purtroppo l’uomo, come abbiamo già notato, non sa valorizzare queste zone umide e spesso le trasforma in discariche dove abbandona i rifiuti ingombranti e inutili. Speriamo che in futuro questo non avvenga più.

            L’Aamministrazione di Altavilla ha previsto la realizzazione di un parco, un bel parco naturale per tutti gli Altavillesi: Nel nuovo parco si avrà la possibilità di camminare a diretto contatto con la natura, di veder ripopolata la vegetazione e la fauna nel rispetto dell’ecosistema lacustre.

 

LA FONTANA DEL PILASTRO 

Imboccata Via Mazzini in direzione del polisportivo, la si percorre fino ad incontrare una stradina sterrata sulla sinistra che, dopo essere passata sotto l’autostrada, porta in località “Le fuse”.

            Qui nel 1878 si stabilì la famiglia Pilastro che si costruì l’abitazione, ora restaurata, nei pressi del torrente Riello. Prima che le singole abitazioni del paese fossero fornite d’acqua, grazie all’acquedotto comunale, davanti alla casa vi era una grande “buca”, In essa scorreval’acqua proveniente da una sorgente naturale che sgorgava da sotto il monte. Un tempo quest’acqua serviva per abbeverare gli animali.

            Negli anni 1925-30 circa, sulla sinistra della fossa, si costruì una fontana chiamata appunto “Pilastro”. Questa fu costruita con marmo bianco, originario della zona. Qui si recavano le donne a prelevare l’acqua per uso alimentare, e per lavare la biancheria. Le bambine accompagnavano le mamme per dar loro un aiuto.

            Le “lavandaie” di mestiere, arrivavano con carri trainati da buoi e traboccanti di panni; vi giungevano anche da Tavernelle. A volte partivano alle 5.00 del mattino per prendersi il posto, visto che la fontana permetteva solo ad una decina di donne di lavare contemporaneamente. Inoltre, si usufruiva di quest’acqua per la casa; si scendeva alla fontana anche due volte al giorno, con i secchi di rame che venivano riempiti d’acqua e faticosamente riportati alle abitazioni.

            Negli ultimi anni, la fontana è stata ristrutturata e si è usato del marmo più roseo. Oggi la fontana fornisce l’acqua per irrigare i campi circostanti e non è più potabile.

LA FONTE DEL BISSO 

            La fontana “del Bisso” si trova alla fine di Via Firenze, dove termina la pianura e la strada inizia ad inerpicarsi verso la collina, sulla destra, a 100 metri circa dalla strada, costeggiando i campi coltivati: è una risorgiva naturale.

            Il colle circostante, ricco di vegetazione boschiva, è formato in prevalenza da rocce calcaree che sono molto permeabili per cui l’acqua s’infiltra nelle fessure della roccia, le allarga e percola in profondità fino a quando non incontra uno strato roccioso impermeabile, costituito prevalentemente da argilla; scorrendo su questo strato, fuoriesce.

            La fonte del Bisso è così chiamata per la sua forma serpeggiante o forse perché nei pressi vi erano delle serpi o bisce d’acqua.

            Una volta, nel passato, durante la bella stagione, era consuetudine per i ragazzi in allegra compagnia, recarsi alla fonte.

 

COLLI BERICI: VEGETAZIONE E FAUNA 

            I colli Berici sono situati in una fascia a clima temperato di tipo subcontinentale dove gli inverni sono miti, mentre in estate la temperatura si mantiene più fresca rispetto alla pianura alluvionale circostante; la piovosità annua è scarsa eccettuato il periodo autunnale. La posizione dei colli nella pianura veneta influenza la diffusione di alcune specie vegetali: il ciclamino si trova sui versanti settentrionali più esposti alle temperature fresche della fascia prealpina.

            Nei nostri colli si possono individuare vari tipi di ambienti botanico-faunistici.

L’ambiente boschivo conta molti castagni e carpini, noccioli e querce che occupano la sommità dei colli e il versante nord-orientale. Nel sottobosco crescono vari tipi di piante erbacee. Sono numerosi gli animali presenti: tasso, capriolo, volpe, faina, donnola, ghiro e varie specie di uccelli di bosco.

L’ambiente rado nel versante meridionale presenta una vegetazione arbustiva spesso dominata dalla roverella e dall’ornicello; molto frequenti sono: il corniolo, il pruno spinoso e la rosa canina. Varie bacche anche commestibili e la presenza di erbacee frequentate da insetti favoriscono la nidificazione di qualche serpente diffuso come il “carbonasso” (biacco innocuo).

            L’area lacustre limitata alle sorgenti rimaste, che ospita la castagna d’acqua, la ninfea, il nannufero e il ranuncolo acquatico. Si trovano inoltre altre piante igrofile; altre ancora sono ospitate nei canali di drenaggio. Presso le zone umide, comuni sono: la salamandra, la rana verde, il rospo comune, l’ululone dal ventre giallo e la biscia d’acqua.

            L’ambiente rupestre è caratteristico del versante orientale dove crescono arbusti, felci, edere, capelvenere e sassifraga. Il ramarro, l’anda, la vipera detta “aspese”, frequentano questi luoghi soleggiati, mentre nel cielo volteggiano la poiana e il gheppio.

            L’ambiente ipogeo caratteristico delle cavità, è legato a particolari fattori di umidità, temperatura e luminosità che permettono la crescita di licheni, muschi e funghi. I pipistrelli approfittano degli anfratti per rifugiarsi.

            Nel bosco s’intersecano sentieri e strade serrate, la più importante è quella che compare nelle mappe comunali, più antiche col nome di Via del Caval di legno: indica che proprio qui fino all’inizio del secolo scorso correvano traini di legno che trasportavano la sabbia della cava di saldame aperta sul colle. La sabbia veniva estratta, caricata sui traini e fatta scivolare giù dalla collina, poi trasportata su barconi lungo il Retrone raggiungeva la laguna. Il freno del “caval di legno” alla fine della discesa è conservato ora nella trattoria da Berno.

Per quanto riguarda le grotte, i boschi di Valmarana contengono una voragine carsica, tra le più profonde in Europa, chiamata “Speluga della Vacca” con una profondità di 93 metri. Scoperta ed esplorata per la prima volta nel settembre del 1935 da Gastone Trevisiol con altri speleologi vicentini, riesplorata da A. Rigobello nel 1955 col CAI di Vicenza, ora non esiste più.

            La grotta di Valmarana nel cui interno c’era un piccolo lago (a -52 metri), figura solo sulle carte topografiche del catasto, a causa di uno scempio ambientale; in passato nella grotta sono stati scaricati almeno 10c anni di rifiuti dei cittadini di Altavilla; poi è stata ricoperta di fine terriccio. Ora si nota solo una collinetta ricoperta di erbacce: nulla fa sospettare di essere sopra un grandioso sistema carsico, il più grande dei Berici. La cavità carsica, la “Spluja”, aveva un’apertura di una trentina di metri situata a lato della strada principale di Valmarana e sul fondo scorre un ruscello le cui acque freatiche vanno ad interagire con il sistema sotterraneo del bacino imbrifero di Sant’Agostino. Un sicuro grave danno all’ecosistema ipogeo si è avuto con la scomparsa di alcuni coleotteri, forme di vita endemiche, evolute in milioni di anni e specifiche della voragine berica. Parlare di svuotamento della cavità ormai è utopia.

A proposito di coleotteri: proprio sui colli di Valmarana dal 1986 è stato individuato il “Curculio Vicetinus”, un minuscolo coleottero specifico della zona, infeudato tra le fronde dell’acero di monte. Da: F. Cussigh, Bollettino Soc..ent.ital., Genova 1989.

LA POPOLAZIONE 

La popolazione, in data 15 ottobre 2001, risultava di 9.553 abitanti così suddivisi: maschi 4.833 (50.49%) femmine 4.720 (49.41%). Significativo è l’andamento demografico negli ultimo 20 anni. Gli abitanti hanno avuto un deciso e progressivo incremento dagli anni ’80 ad oggi a causa di fenomeni d’immigrazione, grazie alla vicinanza con la città capoluogo, alla vicinanza con la zona industriale, alle vie di comunicazione, ai mezzi di trasporto e all’incremento edilizio. La popolazione con età inferiore ai 15 anni è di 1.586 abitanti; la popolazione in età lavorativa è di 6.734 abitanti e quella in età pensionabile è di 1.233 abitanti.

            La popolazione è in forte espansione. Sono molte le aree in cui condomini e villette spuntano come funghi e per la fine del 2002 si pensa che diventeranno cittadini di Altavilla altre 1.000 persone, facendo passare la popolazione, dalle attuali 9.553 unità, agli oltre 10 mila abitanti.

 

IERI EMIGRAZIONE, OGGI IMMIGRAZIONE 

            Oggi ad Altavilla, sono arrivate e arrivano molte persone da altri Paesi, ma nel passato Altavilla ha vissuto l’esperienza dell’emigrazione; ricordiamo una prima “ondata” tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900 ed una seconda, verso la metà del ‘900. I Veneti costituirono l’avanguardia, vale a dire i primi che diedero inizio a quest’evento, prima ancora degli italiani del Sud. Nella prima fase la maggior parte della popolazione si orientava verso un’emigrazione temporanea, con l’intenzione di tornare in patria dopo aver guadagnato il necessario per dare un livello superiore di vita alla propria famiglia; poi cominciò l’emigrazione propria e le famiglie si stabilirono altrove definitivamente. Molti emigrarono in America del Sud, in Brasile, e in Argentina, alla ricerca di condizioni economiche migliori, considerate la disoccupazione e l’arretratezza del nostro paese.

            L’esodo coincise col declino delle industrie domestiche, con la trasformazione dell’agricoltura e con la crisi della vecchia società rurale. Era il tempo in cui si cantava “…la terra del Brasile la xe tuta tera e sasi e noialtri, da macachi, l’andemo a lavorar!”.

            Ritroviamo oggi molte testimonianze e ricordi commoventi tra i parenti di quelli che sono emigrati; alcuni sono ritornati, altri sono rimasti e qualcuno ha fatto perdere le tracce. Talvolta i bambini nascevano durante il lungo viaggio sui bastimenti e assumevano il nome della città in cui vedevano la luce (es. Marsiglia).

            Nel secondo dopoguerra molti si diressero verso i paesi europei industrializzati: Francia, Svizzera, Germania, Belgio; altri si avviarono nel triangolo industriale italiano (Lombardia, Piemonte, Liguria); altri ancora emigrarono verso il Canada e l’Australia.

            Dalla fine degli anni ’70 Altavilla è diventata invece terra di immigrazione, sono giunti stabilendosi nel nostro paese, in cerca di lavoro, dall’Asia: indiani, cingalesi, cinesi, dall’Africa: nigeriani, marocchini e dall’Europa orientale: serbi, albanesi, bulgari, ucraini, ecc…

ECONOMIA 

            L’economia di Altavilla è basata soprattutto sul grande sviluppo industriale dell’ultimo ventennio. L’agricoltura, attività primaria del passato, ormai è il fanalino di coda, contando solo l’1,7% degli addetti che sui dedicano alle colture tradizionali: cereali e vigneti.

            Gli artigiani che hanno sempre assunto particolare rilievo per il contenuto di valori storici, culturali e tradizionali, hanno mantenuto le lora attività basate sulla lavorazione della pietra, dl ferro, dell’argento e dell’oro, basando la loro fortuna sulla creatività, sulla flessibilità e sulla capacità imprenditoriale.

            Secondo Stefano Tomasini, “Itinerari industriali” da l’Industria Vicentina 1991” Altavilla in una statistica realizzata dalla Regione qualche anno fa era al settimo posto tra i comuni più industrializzati del Veneto. L’incremento demografico dell’ultimo ventennio non si spiega altrimenti: ad Altavilla c’è lavoro, ci sono case, infrastrutture, servizi sociali, uffici pubblici; probabilmente la vicinanza del capoluogo e la contiguità delle zone produttive dei Comuni hanno favorito lo sviluppo economico del paese e ciò ha permesso di incrementare il benessere e di raggiungere un tenore di vita medio alto.

 

AGRICOLTURA 

            Il paese ha perso la sua impronta originaria, mantenuta per secoli, prettamente contadina. La percentuale degli addetti all’agricoltura è vertiginosamente scesa a livelli minimi. La superficie agraria a disposizione è diminuita a dismisura e rimane limitata a poche zone collinari dove continuano le colture tradizionali come cereali e vigneti. Il polmone verde resta il bosco delle colline circostanti, abbastanza esteso, ma degradato e lasciato alla macchia. Si contano oggi due allevamenti di struzzi, un allevamento di cavalli e un centro di addestramento cani. 

 

ARTIGIANATO 

            L’artigianato ha sempre rappresentato un punto di forza per Altavilla; abili muratori, tagliapietre, stuccatori, fabbri, carpentieri si sono distinti anche al di fuori del nostro paese, realizzando palazzi, chiese e ville. Alcune sculture in pietra di Vicenza di R. Celsan abbelliscono parchi e giardini di tutto il mondo.

            La loro manualità si eleva a vera arte, purtroppo molti artigiani lamentano un certo declino perché sono poche le persone che vogliono continuare questi mestieri, preferendo avviarsi verso la forma industriale.

            Dal 1996 al 2001 le attività artigianali nel nostro comune sono aumentate del 30%, da 208 sono diventate 296. E’ maggiormente cresciuto il numero delle aziende che lavorano il legno, quelle metalmeccaniche, quelle dei servizi affini all’edilizia e quelle dei trasporti. Le aziende il cui numero invece è rimasto stazionario o addirittura diminuito sono quelle dell’abbigliamento, della ceramica e della pelletteria.

INDUSTRIA 

            Le industrie che operano nel nostro territorio sono di fama internazionale; le prime industrie arrivarono ad Altavilla quando il paese era inserito nell’elenco delle aree depresse (negli anni ’60). Fra le molte ricordiamo: la Sadi che produce complementi di architettura e conta un gran numero di addetti, ad Altavilla dal 1964. Una delle industrie più anziane di Altavilla è la Safas, fonderia per acciai speciali sorta nel gennaio 1959.

            C’è poi un’azienda che sfrutta la fantasia: è la Antonio Zamparla, che costruisce giostre e attrezzature per parchi di divertimento. Ad Altavilla dagli anni ’60, è diventata una delle industrie del settore più conosciute nel mondo. Ha fornito le giostre a Disneyland.

            Sulla statale 11 che va da Olmo a Tavernelle si trova la Cromatura Tobaldini (trattamenti superficiali dei metalli) dal ’68 ad Altavilla.

            La storia industriale, passata e presente, di Altavilla vede protagonisti la Corà Domenico & Figli, antica azienda che si identifica con Tavernelle. Fondata nientemeno che nel 1919. la Corà legno lavora nel campo dell’essicazione, della segagione e del commercio di legnami nazionali e esteri.

            La I.M.P., dal 1967 nel paese, produce flaconi per prodotti detergenti, alimentari, farmaceutici. Cura anche la miscelazione.

            Ad aver conquistato in questi anni una posizione di primo piano nel proprio settore è anche l’Inglesina Baby di Tomasi, che produce carrozzine per bambini e accessori per la prima infanzia, nata nel 1963.

            Altre imprese significative di Altavilla sono: la Fonderia Dalli Cani, attività “storica” per il paese, la Vitas (costruzione apparecchi meccanici), la Vegra (prodotti alimentari), la Fercad (import-export), la Castelli Sait (acciai inossidabili), la Marotto Giulio (oreficeria), la Pelletteria Cristina, la Impianti elettrici Miele, la Asa (strumenti per la medicina), la Scortrans e la Sittam (trasporti e spedizioni internazionali), la Re Silver (argento), Barakà (oreficeria) e la CCEA (laser fibre ottiche).

 

TERZIARIO 

            Negli ultimi sette – otto anni l’espansione del paese ha coinvolto soprattutto le attività commerciali e i servizi. Il settore appare indubbiamente in movimento. Già negli anni ’70 le attività commerciali erano cresciute a ritmo sostenuto: gli addetti del settore erano più che triplicati, dai273 del ’71 agli 855 del ’81; anche il numero delle attività terziarie era cresciuto, da 107 arrivò a 248.

E’ certo che in questi ultimi anni l’incidenza del settore sull’economia locale è ulteriormente aumentata, ciò non toglie che un certo tipo di commercio, quello al minuto tradizionale, soffra di problemi strutturali non indifferenti, perché ancora tanti abitanti di Altavilla preferiscono fare gli acquisti in città.

            Da alcuni anni anche ad Altavilla ogni mercoledì mattina si svolge il mercato settimanale nel piazzale della chiesa, con svariate bancarelle; tanto da diventare un’occasione di incontro.

            Negli ultimi anni di pari passo con l’incremento dell’economia si sono aperti molti sportelli e filiali di Banche e Istituti di credito, nonché Agenzie di Assicurazioni.