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LE CHIESE
LA CHIESA PARROCCHIALE DEL
SS REDENTORE
Sorta in pianura, con l’aumento
demografico del paese, iniziata nel ’34, officiata
l’11 dicembre 1938, ha continuato la sua costruzione
nel corso degli anni fino alla costruzione del coro
e della nuova facciata, negli anni ’70.
Di stile romanico moderno è senza
campanile. Richiama i suoi fedeli con l’annesso
patronato.
CHIESA DI SANT’URBANO SULLA
ROCCA
Descrizione
La chiesa a pianta longitudinale con
unica navata, è costruita in materiali poveri e di
recupero che sono, ancora oggi, visibili in alcuni
spigoli dell’edificio che è stato successivamente
intonacato. La semplice e lineare facciata è
verticalmente suddivisa in tre parti: da quattro
lesene che dallo zoccolo terminano con dei
semi-capitelli corinzi che ne slanciano il bel
timpano triangolare racchiuso dal frontone e da un
lineare cornicione; tre pinnacoli sormontati da una
croce ne esaltano lo slancio verticale. Un semplice
ma raffinato portale, con significativi resti di un
arco gotico, si apre sulla facciata abbellita da un
rosone centrale in pietra impreziosito da una
decorazione a fiore lobato. Dei vari interventi cui
è stato sottoposto l’edificio nel corso dei secoli,
rimangono i due tondi in mattoni di cotto ai lati
della facciata, le finestre a lunetta del fianco sud
e i due medaglioni di pietra, forse dell’epoca
rinascimentale. Di particolare interesse il bel
campanile, a pianta quadrata, la cui cella
campanaria, in mattoni di cotto, è delimitata in
basso da una semplice decorazione trecentesca, a
rilievi geometrici, su due fasce sovrapposte e da
archetti pensili gotici. Il tutto offre l’idea, con
le gotiche bifore e frontoncino con rosone, di una
svettante guglia. Chiude la parte inferiore delle
bifore una raffinata doppia transenna in pietra
bianca che ripete, su schema modulare, il motivo
lobato del rosone, richiamando nettamente
l’influenza della cultura orientale così prospera a
Venezia, ma anche in molte località del Veneto.
Infine i quattro pinnacoli che sormontano gli
spigoli oltre che dare stabilità alla costruzione
contribuiscono chiaramente al verticalismo gotico
del campanile stesso.
CHIESA DI SAN BIAGIO A
VALMARANA
L’antica chiesa parrocchiale di
Valmarana di stile vario risale al 1228, rifatta nel
1475, venne più volte restaurata e rimaneggiata: nel
1875, nel 1960 ed anche recentemente.
Posta sopra il poggio, è affiancata da
un campanile, annesso alla chiesa. Il campanile ha
in alto finestre bifore sostenute nel mezzo da una
colonnina che termina con cornice di mattoni. Il
tetto è a padiglione.
All’epoca del primo rifacimento non
c’era l’uso delle campane, perché nel passato si
chiamava la gente in adunanza picchiando su una
tavola. La chiesa è coronata da una cornice di
mattoni sorretta da archetti ornati di terracotta;
questi sono sostenuti da mensolette di pietra e da
lesene che si innalzano da uno zoccolo che circonda
la Chiesa elegantemente. Tra la lesena e gli
archetti è frapposta una cornice di pietra che funge
da capitello e finimento.
La facciata della chiesetta di S. Biagio
è a capanna con ingresso rettangolare centrale (la
porta maggiore) sormontato dallo stemma dei
Valmarana, sopra il quale è posto un oculo. Ai lati,
in corrispondenza delle navate laterali, due
monofore gotiche veneziane si allungano.
L’interno, a croce latina, col tetto a
doppia falda, ha tre cappelle, una maggiore e due
minori con la volta a crociera, aggiunte nei secoli
dalle varie Confraternite, quali la Compagnia del
Rosario e di San Rocco. L’antico organo donato dalle
monache del “Corpus Domini” nel 1810 venne
sostituito alla fine dell’800 da un organo pregevole
opera di Bortolo Zarantonello di Cornedo.
ORATORIO MOROSINI A
TAVERNELLE
La chiesetta Morosini è stata
radicalmente restaurata nel 1898 da Co. Zaccaria
Morosini, ma la sua origine risale al secolo XVI e
si pensa che l’abbia fatta costruire Alessandro
Valmarana.
La struttura della chiesetta è a pianta
rettangolare come il battistero. La facciata è
delimitata da quattro bianche lesene che raggiungono
il cornicione del tetto scandito da archetti
pensili. Nel presbiterio si aprono due porte: una
nella sagrestia ed una nella cella campanaria.
Il campanile è posto a sinistra rispetto
alla chiesa, le finestre, due per parete, sono
strette, molto alte con vetri colorati legati in
piombo. Un bel soffitto stellato sul fondo turchino
avvolge la piccola chiesa in una riposante penombra.
Dei quattro altari sulle pareti laterali
i primi due sorreggono un capitello a doppia colonna
sormontato da un timpano a conchiglia con tele
raffiguranti S. Urbano e S. Zaccaria; il secondo
altare sulla destra è dedicato a S. Girolamo ed in
quello a sinistra è posta la statua dell’immacolata
di Lourdes, tutte le tele sono di Emilio Paggiaro.
La tela più preziosa, quella dell’altare maggiore,
venne rubata nell’anno 1975 e poi ritrovata a Tiene:
essa raffigura la Madonna con il bambino, S.
Francesco, S. Urbano. S Pietro e S. Giovanni
Battista.
La tela terminata nel 1663 è stata
recentemente attribuita al noto pittore vicentino
Giulio Carpioni e alla sua scuola. Dopo la seconda
guerra mondiale la chiesetta è stata più volte
parzialmente restaurata: il grande lavoro di
restauro, che l’ha riportata ai primitivi splendori,
è terminato nell’anno 1988, e sono riapparsi il
rosone centrale, l’immagine della Vergine e lo
stemma di casa Morosini che durante i lavori
precedenti erano stati intonacati. Sul campanile è
stato posto un nuovo grande orologio elettrico.
Ai lati ovest e nord corre un muretto
con mattoni a vista che delimita l’area della
chiesetta ed il sagrato è costituiti da ciottolato
di grossi sassi rotondi di vari colori che ben si
abbinano al colore giallo paglierino della
Chiesetta.
CHIESETTA DEL MALON
CAPPELLA DELLA B.M.V. DELLE
GRAZIE
La chiesetta del Malon si trova sulla
sommità del colle fra i boschi di Altavilla al
confine con Brendola, sopra al ristorante Genziana.
Di proprietà della famiglia Meggiolaro, è posta nel
prato retrostante (lato ovest) la casa colonica
dello stesso proprietario. Il prato in discesa è
circondato da numerosi castagni, querce, robinie,
noccioli e sorbi, attraverso i quali si scorge Villa
Morosini.
La chiesetta è in stile romanico, la
facciata principale è a capanna, il tetto è
spiovente di coppi rossi tradizionali.
All’interno troviamo due stanze: quella
principale (m 4,78 x m 4,90) dove anticamente si
svolgeva la messa, e dove vi sono le principali
testimonianze della sua storia; e una piccola
sacrestia posta ad est (m 2,50 x m 2,50). Nella
facciata anteriore, molto semplice, si trova la
porta d’ingresso, sul tetto si nota una piccola
croce di ferro.
L’entrata ad arco è circondata da una
cornice in pietra di Vicenza. Posto sopra l’arco, si
trova lo stemma della fam. Morsoletto, su cui è
raffigurato un braccio armato che tiene un morso di
cavallo. Sotto lo stemma, nella cornice è stata
incisa la seguente cifra latina: MDCXVI si presume
quindi che la chiesa sia stata costruita (o
ricostruita) nel medesimo anno (1616).
All’interno a sinistra troviamo
un’iscrizione su pietra che testimonia la
ristrutturazione della chiesetta, il 4 aprile 1973
per opera dei genitori dell’attuale proprietario.
Sulle pareti rivolte a nord e a sud le finestre
hanno vetrate a piombo e sono provviste esternamente
di grate.
Di fronte alla porta è posto l’altare di
pietra di Vicenza, abbellito con decorazioni
romboidali e con quadrilateri di marmo colorato:
verde, risso, bianco, giallo ecc. Sopra l’altare,
nel muro, si trova una piccola vetrina incorniciata
con legno, nella quale è custodita la statua della
Madonna con il Bambino. La scultura rappresenta una
giovane Madonna dai capelli castani e dalle gote
paffute e rosee con una corona di rame posta sul
capo; la Madonna indossa una veste rossa ricoperta
da un manto azzurro e bianco all’interno, queste
vesti sono molto mosse, ricche di pieghe e volute,
lunghe fino alla caviglia; ai piedi calza dei
semplici sandali. L’atteggiamento della Vergine non
è statico, lo si nota proprio dalla posizione
avanzata del ginocchio destro, oltre che dalle
pieghe della veste e del mantello; il suo dinamismo
ci fa pensare che la statua sia di epoca barocca.
Sul braccio sinistro tiene Gesù Bambino che indossa
una veste bianca con ornamenti d’oro; il bimbo ha
un’espressione seria, quasi impaurita, e presenta,
come la madre, guance paffute e rosee. I capelli
sono di un biondo ocra, mossi e folti; sulla mano
sinistra tiene un libro mentre con la destra indica
qualcosa. Sul dorso della scultura un’iscrizione
testimonia il furto e il ritrovamento della stessa
con la data 1779.
Ai lati dell’altare troviamo, sorretta
da un pilastro di marmo, una statuetta di Sant’Antonio
con in braccio Gesù Bambino e, a levante, un antico
crocifisso ligneo, posto nella chiesetta in epoca
recente dal fratello del proprietario.
Nella Sacrestia si trova un vecchio
cassettone con gli abiti del sacerdote e alcuni
arredi sacri, infatti, fino agli anno ’70, ogni
lunedì si celebrava la Santa Messa.
CHIESA S. VINCENZO FERRERI
IN LOCALITA’ SCALETTA
La chiesa, ex cappella dei frati
Domenicani del convento di S. Corona di Vicenza con
l’ampia abitazione annessa, è situata in località
Scaletta, sopra il vecchio stabilimento delle acque
minerali si S. Agostino. Ora è di proprietà della
fam. Nicolis e non è possibile visitarla.
O. Giuriolo la descrisse nel libro
“Sopra il paese e la chiesa di Valmarana” e si
soffermò sulla descrizione dei dipinti che ne
rivestivano le pareti e l’altare, in particolare il
dipinto che rappresentava S. Vincenzo Ferreri a cui
è dedicata la cappella e sugli altri quadri di Santi
dell’Ordine. Fu restaurata nel 1791 dal Priore Monza
del convento di S. Corona.
ABBAZIA DI SANT’AGOSTINO
L’abbazia di Sant’Agostino, posta al
confine tra Altavilla e Vicenza, non fa parte del
nostro Comune solo per un centinaio di metri, ma pur
essendo famosa a livello nazionale, non è molto
conosciuta, né frequentata dagli Altavillesi.
L’edificio, esternamente di stile
romanico con mattoni rossi, venne edificato tra il
1322 e il 1357 sopra (o iuxta) l’antico sacello di
San Desiderio grazie agli aiuti della famiglia
veronese degli Scaligeri per opera di Fra Giacomo di
Ser Cado che viveva come eremita in questa zona
paludosa e incontaminata una volta facente parte di
Valmarana.
Fra Giacomo di Ser Cado aveva qui
fondato, con i penitenti rurali, una comunità
religiosa che viveva secondo la regola di
Sant’Agostino.
Nel corso dei secoli nel convento si
contarono presenze importanti, nel XV secolo ospitò
Lorenzo Giustiniani che divenne nel 1451 patriarca
di Venezia. Sempre nel 1401 fu priore del monastero
per cinque anni Gabriele Condulmer che venne poi
eletto Papa e conosciuto come Papa Eugenio IV.
Dal 1500 il complesso andò in lento
declino. Acquisito dalla famiglia Pasta, divenne poi
inagibile. Nel 1925 venne eretta parrocchia, sotto
la Curia di Vicenza.
All’nterno della chiesa sono presenti
molte opere d’arte tra cui il capolavoro di Battista
da Vicenza “La Pala d’oro”, cioè il polittico,
collocato al centro del presbiterio, opera del 1404,
diviso in 24 scomparti con pitture disposte su tre
ordini. Ci sono frammenti di affreschi trecenteschi
lungo le pareti.
Il presbiterio era un tempo interamente
affrescato come testimoniano alcuni frammenti posti
dietro l’altare. A destra dell’ingresso principale
c’è un battistero secentesco ormai in disuso. Posti
nella parete sinistra della navata centrale ci sono:
l’organo ottocentesco di fattura napoletana e un
crocefisso ligneo quattrocentesco.
All’esterno si può vedere il pozzo, la
scultura in bronzo del Giubileo 2000 del “Cristo
verso la luce” e le tracce delle antiche celle
conventuali, distrutte nel corso dei secoli.
L’Abbazia fu oggetto di bombardamenti
durante la II Guerra Mondiale.
SALVE REGINA
Posta tra i boschi al confine con
Arcugnano e Brendola, la chiesetta “Salve Regina” è
stata costruita nel 1904 da Padre Bianchini, dei
servi di Maria, su fondo di sua proprietà in stile
gotico, esagonale, a due navate, con la capienza di
una sessantina di persone. E’ officiata dai Padri di
Monte Berico, i quali provvedono, qualche volta,
alla celebrazione della S. Messa. Nella nicchia
dell’altare c’è una statua in legno, scolpita a
Ortisei, raffigurante la Madonna Addolorata.
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